Giunge alla ventitreesima edizione Brocche d’Autore 2025, la mostra organizzata dall’Associazione Maggio Eugubino per impulso di Ettore A. Sannipoli con l’obiettivo di sempre: allestire una significativa esposizione tesa a sottolineare il rapporto tra i Ceri e la ceramica d’arte contemporanea e di «arricchire le tradizionali manifestazioni di maggio per mezzo di un’iniziava culturale pertinente al clima festivo, tale da destare l’interesse sia dei visitatori sia degli eugubini, ma anche opportunamente legata al settore della ceramica di artigianato artistico, con delle proposte di alta qualità. Le inedite brocche dei Ceri realizzate da parte di artisti della ceramica hanno una funzione sul valore simbolico di ‘contenitori rituali’, secondo le interpretazioni fornite dai principali studiosi della Festa dei Ceri dall’ottocento ai nostri giorni. Essa rappresenta, quindi, anche un terreno di ricerca intorno a uno specifico e caratteristico oggetto, sul quale potranno via via intervenire numerosi artisti della ceramica, interpretandone forme e decorazioni, tanto da rendere possibile nel tempo la costituzione di una collezione a testimonianza di un gusto e di una creatività che proprio inizia ve del genere intendono stimolare e favorire». (dal comunicato stampa).
Ad interpretare quest’anno il “contenitore rituale” della Festa dei Ceri, organo inseparabile della figura del Capodieci, sono stati l’eugubina Giulia Rampini (che ha realizzato anche le brocche usate il 15 Maggio), il perugino Stefano Bonacci e il cittadellese Giacomo Scapin. A curare l’esposizione quest’anno il critico d’arte Cesare Coppari.